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Il congelamento reversibile della parte interna per mezzo di nanoparticelle é attuato!

 «Per la prima volta medichi americani hanno bene scongelato pezzi di tessuti ed organi surgelati senza danneggiare cellule e spazio tracellullare, adoprando del riscaldamento indotto delle nanoparticelle dell'ossido di ferro», si dice nell'articolo pubblicato al rotocalco «Science Translational Medicine» il 1 marzo del 2017 (Vol. 9, Issue 379).

  «Per la prima volta abbiamo provato che si può che il grande frammento del biomateriale si scongeli al modo veloce senza sciupare i suoi propri tessuti, riscaldando la sua temperatura ai centinai gradi per un minuto. Risultati cosi ci danno la sicurezza che siamo capaci di architettar i criodepositari delle parti umane congelate predestinate per la trapiantazione», sta raccontandoci John Bischof dall'università di Minnesota à Minneapolice, USA.

 Un dei problemi il più principale di trapiantazione é che il ,cuore, il fegato ed i reni non sono abili di star infuori del corpo vivente per lungotempo. Di solito si può preservarli anche sulla temperatura pressoché zero solamente per poche ore, altrimenti la trapiantazione diventerà troppo rischiosa per il paziente. E perché che più che la metà degli organi predestinati per la trapiantazione non son applicabili. Semplicemente sono marci.

  D-re Bischof assicura che la soluzione di questo rompicapo é evidente: non scongelare gli organi da trapiantazione che al caso impellente. Nondimeno l'altro ostacolo é che il congelamento abituale sta facilitando la formazione nelle cellule di organi e tessuti dei cristalli dell'acqua al senso diretto spezzanti e rovinanti le membrane delle cellule.

  Certi animali come ranocchi e vermi sono sorpassati quest'impedimento. Loro corpi contengono la sostanza speciale, il crioprotettore, chi sta bloccando la formazione dei cristalli, proponendo agli animali cosi la possibilità di sopraviver il congelamento, avendo scampato tutti i suoi pericoli. Primi solventi sintetichi analoghi della miscela cosi son ideati due decenni fa. Questi solventi trasformano le parti surgelate al «vetro gelato» e questo processo é nominato «la vitrificazione».

  Ma anche in questo caso scienziati si sono urtati contro l'intralcio. Il fatto che lo scongelamento corretto é difficile à tale punto in quanto il congelamento corretto. In migliore caso, dopo lo scongelamento solo 80 % circa di cellule restan in viva che non é sufficiente per il funzionare di tutto l'organo al modo normale.

 Il rompicapo dello scongelamento é che i tessuti surgelati stanno riscaldandosi al modo non equilibrato, in seguito à ciò loro stessi e loro cellule son assoggetti ai guasti diversi come crepe, ecc. Allora, se c'era la tecnologia dello scongelamento equilibrato ed immediato, il problema del congelamento reversibile degli organi e più tardi organismi interi dei grandi mammiferi sarebbe risolto.

 Scienziati dall'università di Minnesota avevano trovato la soluzione nel mondo di nanoparticelle, avendo scorto che gli elementi minuscoli del ferro e tanti altri metalli sono bene disposti ad essere riscaldati fin alla massima in centinai e migliai gradi di Celsiium, irradiandosi dalle radio-o-microonde. Fatte cosi le nanoparticelle oggi son impiegate da «bruciar» il tumore perché, essendo indotti all'organismo, si accumulano molto presto.

  Si é risultato che queste nanoparticelle sono ben applicabili per lo scongelamento rapido degli organi. Secondo le parole di medichi,  anche il minimo di nanoparticelle aggiunto ai tessuti protegge loro cellule contro le menomazioni, permettendo di scongelarli in un minuto, avendo riscaldato la temperatura dal -160 gradi di Celsium alla temperatura ambientale.

 Scienziati hanno mostrato questo metodo, avendo congelato e scongelato parecche valvole cardiache ed arterie estratte dal cuore di maiale. Le ricerche scrupolose dei risultati dell'esperimento   avevano svelato che tessuti ed organi sottoposti allo scongelamento cosi son integri e loro struttura non si distingue da quella di altri parti del cuore non sottoposti à congelamento e scongelamento.

 D-re Bischof ed i suoi colleghi confermano che per il momento la tecnologia data non é ancora impiegata da congelar i grandi organi. Non operavano che sui piccollissimi pezzi di materia i cui pacco non é sormontato che 50 ml. Tuttavia scienziati americani affermano che sono capaci di adattare questa metodologia allo scongelamento degli esemplari alla misura di un chilogrammo ed al volume di un litro, persuadendoci che la tecnologia sarà efficace ed oltre questi limiti.

 Comunque, D-re Bischof coi suoi colleghi avevano ottenuto l'effetto à 100% ed hanno fatto il passo terminato incontro alla crioconservazione perenne, avendo escogitato l'avversario della tecnologia del congelamento istantaneo. 

Tradotto dall'origine da Maria Sokolova.    01.03.2017 

Здание Университета Миннесоты

 

 

 

 

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